Il vertice di Ankara apre una fase in cui europei e canadesi dovranno assumere maggiori responsabilità nella sicurezza collettiva, trasformando l’aumento della spesa in capacità militari e industriali. Al Med-Or Day, Giuseppe Cavo Dragone ha richiamato anche la crescente centralità del Mediterraneo, dove l’Italia può valorizzare relazioni regionali, cooperazione flessibile e Piano Mattei

Il vertice di Ankara ha consegnato agli alleati europei una responsabilità maggiore nella difesa comune. È da qui che la Med-Or Italian Foundation, presieduta da Marco Minniti e diretta da Letizia Colucci, ha impostato la sesta edizione del Med-Or Day.

Intitolato “Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la Nato?”, l’incontro ha ospitato la conversazione tra Fiorenza Sarzanini, condirettrice del Corriere della Sera, e l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato.

Il confronto ha ricondotto le decisioni assunte ad Ankara alle conseguenze che avranno sugli equilibri interni dell’Alleanza. Il maggiore impegno richiesto agli europei riguarda gli investimenti nella difesa e la capacità di sostenere una quota più ampia della sicurezza collettiva. Una trasformazione che non si misura soltanto nei rapporti con gli Stati Uniti o sul fronte orientale, ma anche nel Mediterraneo, dove le crisi regionali hanno effetti sempre più diretti sulla sicurezza euro-atlantica.