Sharon StoneRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 16 luglio 2026 – La morte, il presente e una seconda possibilità: “Morire è un’esperienza che apre gli occhi”, ha raccontato Sharon Stone nell'intervista rilasciata a Chiara Maffioletti per il Corriere della Sera, in occasione del Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, summit internazionale che ha riunito a Roma premi Nobel, ex capi di Stato, leader religiosi ed esperti scientifici per discutere delle sfide poste dall'intelligenza artificiale e dal rischio nucleare. L'incontro si conclude con la firma della Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante.

L'attrice ha spiegato di aver scelto di partecipare non soltanto come protagonista del cinema internazionale, ma come "cittadina del mondo e madre di tre giovani uomini intelligenti". Parlando della propria esperienza personale, torna sul grave ictus che l'ha colpita nel 2001 ha condiviso: "Morire è un'esperienza che apre gli occhi. Non a tutti è data la possibilità di reincarnarsi nel proprio corpo e nella propria vita e continuare il cammino. A me è successo." Una frase che riassume il cambiamento profondo vissuto dopo la malattia. Oggi, racconta, il suo modo di affrontare la vita è diverso: "Si impara a restare nel presente, nel caso dovesse accadere di nuovo".