A quasi otto anni dal disastro in cui persero la vita 43 persone, oggi il giudice di Genova Paolo Lepri ha letto la prima sentenza sul crollo di Ponte Morandi: l’imputato eccellente fra i 57 a giudizio, l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, è stato condannato a 12 anni. Per lui la richiesta della procura era stata di 18 anni.

Il manager non era in aula e non era collegato dal carcere in cui è già recluso per un’altra tragedia, quella del pullman precipitato dal viadotto Acqualonga di Avellino. Condannati anche i numerosi rappresentanti di vertice di Aspi, Spea, del ministero delle Infrastrutture e di Anas. In particolare è stato condannato a 11 anni Michele Donferri Mitelli per il quale erano stati chiesti 15 anni.

Le motivazioni di condanne e assoluzioni saranno depositate entro sei mesi. In questi quattro anni processo, e in altri quattro di indagini, la Procura ha provato a mettere in luce quel modus operandi contestato ad Aspi e Spea: controlli farlocchi sul ponte, se non addirittura inesistenti in alcuni punti cruciali del viadotto, manutenzione più o meno nulla, strutture ammalorate. Nel frattempo, tra l’altro, ricavi in costante aumento per la concessionaria.