TREVISO - Davanti a un drink, tra quei tavolini, sono nate amicizie e sbocciate storie d'amore. Per i trevigiani Cloakroom non significa solo un locale dove andare a bere. La storica attività, avviata nel 2013, è sempre stata un punto di riferimento e di aggregazione, un luogo dove trovarsi a scambiare due chiacchiere davanti a un cocktail, un posto dove sapevi di trovare qualità e professionalità. Insomma, un locale unico. Così lo descrivono i tanti affezionati clienti nel suo ultimo giorno di attività. Il lounge bar da ieri ha chiuso ufficialmente i battenti.

Tra due domeniche, il 26, lo stesso farà anche La Pace, dopo che il contratto di locazione firmato con Fondazione Cassamarca, proprietaria di tutto il complesso, è arrivato al termine e non verrà prolungato. L'intera ala che completa lo storico complesso di piazza Monte di Pietà verrà ripulita e restaurata e il tutto diventerà una sede espositiva per attività culturali. Resta il rammarico del titolare Samuele Ambrosi e dei tantissimi affezionati clienti. Che ieri, per tutta la serata, hanno riempito il plateatico dietro piazza dei Signori, animato da un vivace dj set, per dire addio nei migliore dei modi a un locale che rimarrà nel cuore dei trevigiani.Museo al posto dei bar La Pace e CloakRoom. Il sindaco Conte: «Potevano avvisarci» Le voci «Il dispiacere è tanto - dicono amareggiati Luca, Ludovica, Federica e Marco -. Noi ci siamo conosciuti su questi tavoli. Di posti così non ce ne sono altri a Treviso. Il Cloak è stato tra i primi a portare qui la qualità dei cocktail. È sempre stato un punto di riferimento per la piazza, che così si svuota. Dispiace anche perché così si spingono i giovani ad uscire da Treviso». Dello stesso parere sono anche Tiziano e Valentina: «Il nostro primo appuntamento è stato proprio qui al Cloak» sorridono. «Di altri locali così qui non ce ne sono. Erano molto bravi, sapranno sicuramente reinventarsi ma comunque dispiace. A maggior ragione per il fatto che non è stata una scelta loro».Più critico Francesco, che sottolinea l'impoverimento verso il quale sembra star scivolando il centro dopo la chiusura del Dump e del Cloak e i limiti d'orario imposti a Quei Turboragazzi: «Dispiace che spazi di aggregazione come questi vengano chiusi. Non ci sono più luoghi dove si può suonare e ascoltare musica. Tutti dicono che Treviso è bellissima ma se poi vengono chiusi i luoghi di ritrovo... sono rimasto senza parole». «È un peccato che il centro perda un locale del genere» concordano gli amici Marco e Veronica. «Il Cloakroom era un marchio iconico della piazza» aggiunge Elena. «Il rammarico è tanto, anche perché qui ci lavorano ragazzi altamente specializzati. Era un locale che contribuiva alla bellezza della città» conclude Giovanni.La Pace e Cloakroom 'sfrattati': Cassamarca non rinnova l'affitto. «Non ce ne saremmo mai andati, clienti increduli» VIDEO Il titolare Non nasconde una profonda amarezza anche il titolare Samuele Ambrosi: «Dal punto di vista personale c'è tanta tristezza, da quello professionale invece la soddisfazione nel vedere tanti clienti qui per salutarci. Lavoriamo in un mondo particolare, quello della notte e dell'aperitivo, ma pensiamo di aver lasciato un segno importante a tutta la città, alla provincia e anche al paese con la nostra professionalità». E adesso? «Ora liberiamo tutto, puliamo e stucchiamo in fretta. La Pace è qui dal '49, è un piccolo monumento della città e lì morirà. Anche se non per nostra volontà. Per quanto riguarda il Cloak, invece, ci stiamo muovendo per riposizionarlo. Non sarà facile ma stiamo già individuando alcune realtà che potrebbero aiutarci a farlo, nel segno della sostenibilità. Ci dispiace molto anche per i 16 dipendenti che lavoravano con noi. Alcuni riusciremo a ricollocarli ma non tutti purtroppo». Insomma, tanta amarezza appunto. Ma si guarda avanti. E si festeggia comunque quello che, a tutti gli effetti, si può considerare un pezzo di storia della città.