di
Giacomo Candoni
Il locale alle porte di Vicenza chiuso da qualche mese: fan scatenati sui social dopo l'ultimo «dolore» di veder smontato anche il vessillo giallorosso. Il primo cittadino di Caldogno: «In attesa di formalizzare le pratiche». Il dj: «Quanti amori nati ballando»
«Integrarla nel tessuto urbano per riportare alla mente gli incontri, le amicizie e gli amori nati ballando all’interno del locale». È la proposta che arriva da Claudio Cecchetto, storico dj e produttore discografico, sulla futura destinazione dell’iconica insegna gialla e rossa della discoteca Nordest, che ha chiuso i battenti a inizio anno. Una proposta che il sindaco di Caldogno sta già mettendo in pratica, per la gioia dell'immenso popolo dei nostalgici ex discotecari del Nord che dal 1974 frequentavano il famoso locale.
Qualche settimana fa il simbolo del locale di Caldogno, in provincia di Vicenza, era stato rimosso, spegnendo definitivamente le speranze di chi auspicava una possibile riapertura. Immediata era stata la "rivolta" sui social di frequentatori vecchi e nuovi, con il vessillo ammainato dopo 52 anni di serate danzanti capaci di attirare migliaia di persone da tutto il Veneto e non solo. Una notizia diffusa rapidamente sui social, anche grazie alla foto pubblicata da Luciano Sbalchiero, in arte dj Gaggia, uno dei volti più noti della balera vicentina: «Io sono arrivato negli anni Ottanta e l’insegna era già lì, era parte della storia del locale sin dalla sua apertura nel 1974. Quella di oggi è la pietra tombale, una volta che si toglie il marchio è la fine», è stato il suo commento funereo.









