Con l'indicazione del leader, inizia la competizione fra gli alleati del campo largo

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La festa del campo largo è durata fino a notte fonda. La mini vittoria parlamentare sulle preferenze è stata vissuta come una boccata di ossigeno, dopo il flop della piazza di Napoli, lo scontro sulla patrimoniale e i botta e i risposta sulla postura da tenere nei confronti della guerra tra Russia e Ucraina. Conte a recitare la parte del battitore libero e Schlein a inseguirlo o a irrigidirsi, a secondo del contesto. E poi i centristi come Matteo Renzi a invocare un bilanciamento nel segno del moderatismo. E ancora, gli altri cespugli di rito riformista a richiedere rappresentanza. Un caos generale, forse anestetizzato dalla compattezza in Parlamento e dalle divisioni della maggioranza. Da qui la domanda: tutto rientrato o solo congelato? Esultare non è sufficiente perché la realtà è dietro l'angolo.Interrogativi che spiegano meglio di qualsiasi cosa l'aria strana che si respira in Transatlantico il giorno dopo la sbornia di festeggiamenti. Riemerge la difficoltà di mettere insieme pezzi di centrosinistra che divergono su diversi dossier. Dalla politica estera ai dossier economici, senza dimenticare il perimetro della coalizione e la leadership.Sembra assai teso Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, che entra ed esce dalla sala fumatori. Come del resto si scorge qualcosa dal volto di Elly Schlein che si materializza in Transatlantico e va subito alla ricerca proprio di Fratoianni. I due si appartano e parlano fitto.Le facce non sembrano essere più rilassate. Non a caso Gianni Cuperlo, parlamentare e punto di riferimento di una parte della sinistra del Pd, è realista: "Quello che è successo sulle preferenze è stato un po' una regalia da parte del centrodestra. Il campo largo resta quella roba lì. Bisogna evitare quei passaggi napoletani". Poco più in là c'è Simona Bonafé, vicepresidente del gruppo parlamentare dei democrat: "Prima della leadership dobbiamo ragionare del programma". E ancora, un ex ministro del governo Conte che rappresenta il mondo riformista: "I nodi restano due: la leadership e il programma. Sulla prima questione mi pare che Conte voglia evitare le primarie. Sul programma vi direi così: chi si aspetta il modello Ulivo sbaglia. Ruoterà attorno ad alcuni programmatici che vincoleranno la coalizione di governo".Intanto Giuseppe Conte dissimula sulle divisioni: "Le forze di opposizione sui vari dossier sono molto più convergenti dell'attuale maggioranza. Il nostro primo punto in politica estera che condividiamo tutti è il ripristino del diritto internazionale".Sempre il leader del M5S fa un quiz sui social ai suoi sostenitori: "Secondo voi una premier che ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale anziché su stipendi e sanità e che è stata appena sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, dove dovrebbe essere oggi? 1. Al Quirinale per dimettersi. 2. A un vertice di maggioranza per uscire dalla palude in cui sono precipita e hanno precipitato l'Italia. 3. Alla cerimonia di premiazione dei maestri di cucina".