È iniziata questa mattina, giovedì 16 luglio, alla Camera la seduta con le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale, il cosiddetto "Stabilicum". Il voto definitivo sul provvedimento è atteso in tarda mattinata, dopo di che il testo passerà all'esame del Senato. La discussione arriva dopo due giorni di tensioni nella maggioranza. Martedì 14 luglio l'Aula aveva bocciato, a scrutinio segreto, l'emendamento a prima firma FdI, Noi Moderati e Udc che puntava a introdurre capilista bloccati e fino a tre preferenze: la proposta era stata respinta per un solo voto, 188 no contro 187 sì, affondata da una quarantina di franchi tiratori nonostante il via libera di governo e relatori. Mercoledì 15 luglio, poi, un secondo tentativo, l'emendamento di Futuro Nazionale a prima firma Edoardo Ziello sulla stessa materia, è stato bocciato con un più netto 233 no e 139 sì, ma con una novità: a votarlo insieme ai vannacciani sono stati questa volta anche Fratelli d'Italia e Noi Moderati, mentre Lega e Forza Italia si sono schierate contro. La legge nel suo complesso è però andata avanti: l'Aula ha approvato gli articoli 1 e 2 del testo (rispettivamente con 208 e 213 sì) e, all'unanimità, l'estensione del voto ai fuorisede. Sulle conseguenze politiche della bocciatura delle preferenze si sono concentrate soprattutto le opposizioni, che hanno rinnovato la richiesta di dimissioni della premier Giorgia Meloni.