Pubblicato il: 16/07/2026 – 10:51

ROMA La Corte di Cassazione si è pronunciata sull’ultimo filone del procedimento scaturito dall’Operazione Stige avviata ne gennaio 2018 a carico della Cosca Marincola – Farao. La decisione della Corte da un lato chiude definitivamente la posizione dell’imputato Aldo Marincola, disponendo l’annullamento senza rinvio della condanna inflitta dalla Corte di Appello di Catanzaro ad anni 8 di reclusione per il delitto di partecipazione all’associazione di stampo mafioso, dall’altro ha disposto l’annullamento con rinvio della condanna ad anni 20 di reclusione inflitta nei confronti di Cataldo Marincola, ovvero colui che viene indicato quale plenipotenziaro, nonché padre costituente, della stessa cosca che porta anche il suo nome.

La vicenda giudiziaria di Aldo Marincola

La Corte di Cassazione, nel condividere i ricorsi presentati dal nutrito collegio difensivo – composto dagli avvocati Sergio Rotundo e Francesco Gamabardella per la posizione di Aldo Marincola e da Sergio Rotundo, Gianni Russano ed Antonio Carmelo Galati per Cataldo Marincola – ha definitivamente chiuso la vicenda processuale nei confronti di colui che veniva indicato il rampollo della famiglia Marincola e quale espressione sul campo della figura dello zio paterno, disponendo un nuovo processo nei cofronti di quest’ultimo. La vicendaprocessuale di Aldo Marincola è stata caratterizzata fin dall’inizio da un andamento a dir poco altalenante, è da quasi 9 anni che il procedimento era pendente. Arrestato nella maxi operazione il 9 gennaio 2018 insieme ad altri 180 allora indagati, si registrò prima un rigetto del ricorso dinanzi al Tribunale della libertà di Catanzaro, anche alla luce delle dichiarazioni rese nel frattempo dal neo collaboratore Francesco Farao, successivamente la Corte di Cassazione nel decidere sul ricorso presentato dall’avvocato Rotundo decise di annullare la decisione del Tribunale di Catanzaro disponendo un nuova valutazione da parte del Tribunale della libertà che, decidendo successivamente sempre su ricorso della difesa, annullò il mandato di arresto disponendo l’immediata scarcerazione di Marincola. Tuttavia, il giudice della sentenza di primo grado – Santaniello – lo condannò ad 8 anni di reclusione ritenendolo partecipe dell’associazione mafiosa Marincola-Farao con il compito di rappresentare la cosca nel Parmense, nello specifico presso la ditta dell’Imprenditore Gigliotti, che lo avrebbe assunto con il compito di calmierare e gestire le pretese dei diversi dipendenti nonché di fronteggiare eventuali richiesti provenienti da altri gruppi criminali della zona. Successivamente la Corte di Appello di Catanzaro (Presidente De Franco, a latere Luzzo), assolsero Marincola dalla contestazione per non aver commesso il fatto. Avverso la decisione propose ricorso il procuratore generale, rappresentato in udienza dall’attuale Procuratore Capo di Crotone Domenico Guarascio, che ottenne l’annullamento della decisione con nuovo rinvio alla Corte Catanzarese per un nuovo giudizio. Giudizio che intervenne con una conferma della condanna inflitta in primo grado al Aldo Marincola.Ieri, la seconda ed ultima decisione della Corte di Cassazione si conclude con una definitiva assoluzione.