L'energia solare sta proteggendo l'Europa dai costi insostenibili delle importazioni di combustibili fossili, mentre la guerra contro l'Iran continua a mantenere i prezzi di petrolio e gas alle stelle.

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Il greggio Brent, utilizzato come riferimento mondiale per i prezzi del petrolio, resta particolarmente volatile a causa del controllo esercitato dall'Iran sul Stretto di Hormuz, un passaggio vitale che di norma convoglia circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.

Ieri (mercoledì 15 luglio) il Brent veniva scambiato a 85 dollari (circa 74 euro) al barile, 10,47 euro in più rispetto al giorno precedente all'inizio della guerra (27 febbraio). Anche il prezzo di riferimento olandese del gas naturale TTF è balzato, con un aumento di circa 20 euro per MWh dall'inizio del conflitto, secondo le contrattazioni odierne.

Una nuova analisi di SolarPower Europe mostra però che sfruttare l'energia del sole ha fatto risparmiare all'Europa 20 miliardi di euro tra il 1º marzo e il 15 luglio, riducendo la domanda di gas importato. Nel corso di questi 137 giorni, il solare ha garantito risparmi medi di 146 milioni di euro al giorno. È più di quanto la Francia spende quotidianamente per la difesa.