Il solare sta contribuendo a proteggere l’Europa dai costi insostenibili delle importazioni di combustibili fossili, mentre la guerra contro l’Iran continua a mantenere alle stelle i prezzi di petrolio e gas.
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Il greggio Brent, riferimento mondiale per i prezzi del petrolio, resta particolarmente volatile a causa del controllo esercitato dall’Iran sullo stretto di Hormuz, un passaggio strategico che normalmente convoglia circa un quinto delle forniture mondiali di greggio.
Ieri (giovedì 4 giugno) il Brent veniva scambiato a 95 dollari (81 euro) al barile, 20 euro in più rispetto al giorno precedente all’inizio della guerra (27 febbraio). Anche il prezzo di riferimento del gas naturale olandese TTF è aumentato dall’inizio del conflitto, con picchi di quasi il 50 per cento in alcune giornate di marzo.
Secondo una nuova analisi di SolarPower Europe, però, sfruttare l’energia del sole ha fatto risparmiare all’Europa 12,8 miliardi di euro al 2 giugno, pari a una media di 136 milioni di euro al giorno.










