La deposizione in Commissione Antimafia del conduttore di Report dopo la bomba. E le accuse ai giornalisti
Sigfrido Ranucci ha accusato il governo Meloni, l’intelligence e Il Giornale per l’attentato a casa sua a Campo Ascolano. Lo ha fatto nella deposizione che il conduttore di Report ha reso davanti alla Commissione Antimafia il 4 novembre 2025. Ovvero 20 giorni dopo la bomba. Una deposizione poi secretata e consegnata dalla presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo al Procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi.
Il racconto di Ranucci, scrive oggi Il Giornale, ha orientato le indagini del pubblico ministero Carlo Villani. In particolare nei confronti del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, uomo di fiducia della premier Giorgia Meloni. Oltre al quotidiano degli Angelucci e a una presunta soffiata sull’ora di rientro a casa. «Vengo a sapere che Fazzolari si era preoccupato molto di un servizio di Report che riguardava la figura del papà di Meloni, come trasportatore di sostanze stupefacenti del clan Senese. Ha messo in piedi tutta una serie di attività per capire chi mi avesse fornito queste informazioni sul genitore della presidente del Consiglio. Il sospetto inizialmente era caduto su mio fratello, che lavorava in commissione Antimafia», dice Ranucci.















