Nessuna prova sufficiente della partecipazione al rave e nessun elemento concreto per dimostrare una reale pericolosità sociale. Per questo il Tar della Toscana ha annullato il foglio di via disposto dal questore di Firenze nei confronti di un uomo dopo il rave party che a marzo 2025 richiamò centinaia di persone nella cava "Le Colline-Valcarpine", a Salecchio, nel comune di Palazzuolo sul Senio. A seguito del rave all’uomo era stato imposto di lasciare il comune dell’Alto Mugello entro dodici ore e il divieto di tornarci per due anni. Deferito per invasione di terreni ed edifici e sulla base di un precedente per guida in stato di ebbrezza, la Questura aveva disposto il foglio di via, ritenendolo abitualmente dedito alla commissione di reati che mettono in pericolo sicurezza e tranquillità pubblica. Il cittadino si è rivolto al Tar. I giudici hanno ordinato alla Prefettura e alla Questura di depositare gli atti utilizzati per dimostrare la sua presenza al rave. Dall’esame della documentazione, però, non sarebbero emersi elementi idonei a provarlo. Al contrario, gli atti prodotti dal ricorrente dimostravano che almeno durante la prima notte fosse altrove, rendendo plausibile la versione dell’uomo che ha spiegato di trovarsi in quella zona per motivi diversi. Secondo il Tar, inoltre, il precedente per guida in stato di ebbrezza era un episodio isolato non sufficiente a dimostrare la dedizione alla commissione di reati richiesta dalla legge. Il foglio di via, ricordano i giudici, richiede infatti una concreta valutazione della pericolosità sociale, fondata su elementi specifici. Il Tribunale ha annullato il provvedimento e condannato Prefettura e Questura a pagare 3 mila euro di spese legali.