Ifogli di via, che impedivano ad alcuni attivisti del movimento ambientalista Ultima Generazione di rientrare a Milano, non contenevano elementi sufficienti per qualificarli, come è stato fatto, come persone "dedite alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica" e, in sostanza, pericolose e che creano "allarme sociale".

Lo scrive il Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 17 giugno, ha assolto cinque giovani, del movimento che da anni porta avanti blitz di disobbedienza civile sul cambiamento climatico, finiti a processo per un blocco stradale del 20 febbraio 2023 in viale Sturzo, a Milano.

I cinque, assistiti dagli avvocati Daniela Torro e Gilberto Pagani, avevano bloccato il traffico sedendosi sull'asfalto con uno striscione con scritto "non paghiamo il fossile".

E sono stati assolti, a vario titolo, sia dall'accusa di blocco stradale "per particolare tenuità del fatto", sia da quella di aver violato i fogli di via "tornando senza autorizzazione nel Comune di Milano" per quella manifestazione.

In questo caso "perché il fatto non sussiste".