Una vittoria contro le norme securitarie del governo. Il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il foglio di via assegnato a un’attivista di Extinction rebellion. La pronuncia è utile a ricordare una cosa: manifestare non significa essere un pericolo. I fatti risalgono a più di un anno fa, quando un gruppo di Er occupò il negozio Tesla a Milano.

Dopo la protesta pacifica, la ragazza era stata tra i sette a ricevere la misura cautelare. Per mesi dunque è rimasta isolata dalla sua rete sociale e familiare e dagli studi a causa del provvedimento, nonostante avesse con Milano quei «legami significativi» che secondo la legge devono mancare per applicare la misura. Ora i giudici amministrativi hanno ribaltato la decisione della questura, riconoscendo che la ragazza non è «socialmente pericolosa», visto che stava semplicemente esercitando un suo diritto costituzionale. Per di più, la giovane aveva esclusivamente distribuito succhi di frutta e biscotti agli altri presenti alla manifestazione.

Proprio per questa palese sproporzione tra la condotta non violenta e la durezza della sanzione amministrativa il Consiglio di Stato ha stabilito che il provvedimento ha violato il principio di proporzionalità, dopo che il Tar aveva invece deciso di non accogliere il ricorso e quindi di non sospendere la misura.