Redazione
19 maggio 2026 07:29
La protesta con la farina
Si è chiuso con un verdetto a due facce il processo di primo grado a Milano a carico di undici attivisti del movimento ambientalista Ultima Generazione. La giudice della quarta sezione penale del Tribunale di Milano, Mariapia Blanda, ha pronunciato una sentenza che distingue nettamente la natura e la gravità dei due diversi blitz contestati ai giovani, entrambi accusati di imbrattamento di beni culturali.I ragazzi, difesi dai legali Gilberto Pagani e Daniela Torro, si sono visti infliggere delle condanne per l'azione più recente, ottenendo invece il proscioglimento per il primo degli episodi contestati.Il punto più severo della sentenza riguarda il blitz messo a segno il 15 novembre 2023, quando gli attivisti gettarono della vernice arancione contro i basamenti e alcune colonne dell'Arco della Pace.Per questo specifico episodio sono scattate condanne a 4 mesi di reclusione. Nel procedimento per il danneggiamento del celebre monumento milanese si era costituita parte civile anche la Soprintendenza per i beni culturali.Assolti per il blitz sulla Warhol Car alla Fabbrica del VaporeEsito opposto, invece, per i fatti risalenti al novembre del 2022. In quell'occasione, all'interno degli spazi della Fabbrica del Vapore, i manifestanti avevano versato diversi sacchi di farina sopra la famosa automobile dipinta da Andy Warhol, in quel momento fulcro di una mostra temporanea.Per questa azione la giudice ha disposto l'assoluzione per "particolare tenuità del fatto", riconoscendo che il materiale utilizzato (la farina) non ha prodotto danni permanenti o strutturali all'opera d'arte.Il precedente: la statua del BoccioniLa decisione del Tribunale milanese fotografa la complessa e variegata giurisprudenza che si sta creando attorno alle proteste per il clima. Le sentenze nei vari tribunali italiani oscillano spesso tra condanne e assoluzioni a seconda della dinamica dei blitz e dei reati contestati.La stessa Milano aveva già visto un esito favorevole per il movimento: nel giugno 2024, infatti, erano stati assolti altri cinque attivisti che, nel luglio del 2022, si erano incollati al basamento di una scultura di Umberto Boccioni esposta al Museo del '900.







