Roma, 5 giu. (askanews) – Tutti assolti gli attivisti di Ultima Generazione che il 21 maggio 2023 versarono carbone vegetale nella Fontana di Trevi, a Roma. Una sentenza, arrivata all’esito del rito abbreviato, che ha riguardato un blitz che servì – si spiega in una nota – “per richiamare, a pochi giorni dalla disastrosa alluvione in Emilia Romagna, l’attenzione sul collasso eco-climatico e sulle responsabilità del governo che continuava a foraggiare le industrie del fossile”.

In un comunicato si sottolinea che “anche questa azione, come quella della Barcaccia , è stata condotta con l’intento di lanciare un messaggio forte e necessario, ma senza danneggiare il monumento: ‘si è verificato – si legge nella perizia tecnica depositata nel corso della prima udienza – che le superfici non avevano assorbito il colorante: nessuna traccia è rimasta visibile sul marmo del bordo della vasca, né sui travertini della scogliera’. Il giudice ha quindi assolto le persone imputate per tenuità del fatto”. Gli imputati rischiavano fino a tre anni di carcere con l’accusa di “imbrattamento di beni artistici”. La sentenza di assoluzione per i giovani attivisti di Ultima Generazione “è una vittoria della disobbedienza civile nonviolenta e “mentre il governo approva nuovi strumenti repressivi con il Dl Sicurezza, noi rilanciamo. Continueremo a protestare, a bloccare, a costruire. E lo faremo insieme, con la forza collettiva di chi chiede giustizia climatica e sociale. Per questo chiamiamo al boicottaggio della grande distribuzione organizzata: per chiedere il taglio dell’Iva sui beni essenziali e dire basta a un sistema che protegge i profitti, non le persone”.