Partiamo dai fatti. Il Tribunale di Roma ha assolto, martedì 3 giugno, i tre attivisti di «Ultima Generazione» che il 1 aprile 2023 imbrattarono la fontana della Barcaccia in piazza di Spagna versando un liquido a base di carbone vegetale e colorando l’acqua di nero. I tre ambientalisti sono stati assolti: «non punibili per la tenuità del fatto». Entusiastiche le reazioni di «Ultima generazione»: «La sentenza dimostra che la resistenza civile nonviolenta non è e non può essere considerata un reato». Le sentenze della magistratura notoriamente vanno accettate ma sono però suscettibili di libere osservazioni. La prima. D’ora in poi si potrà «tenuamente» e temporaneamente imbrattare monumenti del nostro patrimonio culturale (la Barcaccia venne completata nel 1629 da Pietro Bernini con l’aiuto del giovane figlio Gian Lorenzo) senza temere conseguenze.
Lo sfregio alla Barcaccia e la beffa dei danni
Gli attivisti di «Ultima Generazione» nel 2023 imbrattarono la fontana in piazza di Spagna a Roma versando un liquido a base di carbone vegetale e colorando l’acqua di nero. Assolti per «la tenuità del fatto». Ma il Comune ha dovuto provvedere alla pulitura del monumento e dell’acqua con una spesa di 4.000 euro






