Difficile, però, immaginare che i romani che quella mattina sono rimasti "in trappola" la pensassero allo stesso modo.

Quando gli attivisti si appropriarono di un tratto di strada sventolando striscioni e cartelli con su scritto «Non paghiamo il fossile», motociclisti e automobilisti, innervositi dallo stop alla circolazione, iniziarono a insultarli e a spintonarli. Risolutivo fu solo l’intervento degli agenti della polizia di Stato, che liberarono la strada e accompagnarono gli attivisti al commissariato Romanina. Ultima Generazione, il movimento che dal 2021 ha fatto della disobbedienza civile una forma di protesta, ha cantato vittoria, ricordando che «con quella di Roma siamo a 57 assoluzioni per azioni dirette nonviolente». La cronaca, tuttavia, restituisce una versione diversa dei fatti e tiene traccia di tutte quelle volte che gli ambientalisti hanno invaso le vie della Capitale e mandato su tutte le furie i romani malcapitati. A partire dal 6 dicembre del 2021, quando a finire nel mirino degli attivisti furono i cittadini al volante sul Grande Raccordo Anulare. L’atto dimostrativo andò in scena intorno alle 8:30 di mattina, in un orario di punta, e pesanti furono le ripercussioni sul traffico, con code chilometriche fra le uscite Settebagni e Bel Poggio Fidene.