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Irruzione nella base della banda che ha messo a segno colpi in mezza Lombardia . Tra gli assalti anche quello brutale di Alzano nell’agriturismo della famiglia Rizzi.
Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba. A rompere il silenzio, il fragore degli spari e la fine della fuga per una banda di professionisti del crimine. I carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, supportati dai colleghi di Brescia, hanno smascherato una banda di origine albanese, ritenuta responsabile di una scia di violente rapine tra le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Udine. Il cerchio delle indagini si è chiuso attorno a una palazzina di via Merisi a Orzinuovi, nel Bresciano, individuata come la base logistica e il covo del gruppo. Qui, secondo gli investigatori, la banda pianifica gli assalti e poi tornava con la refurtiva. Una trentina di militari ha circondato l’edificio intorno alle 5,30 per dare esecuzione a un decreto di perquisizione emesso dalla procura di Bergamo. L’irruzione tra lo stupore dei residenti della zona, svegliati di soprassalto dalle urla dei militari e dal tentativo disperato di fuga dei malviventi. La tensione è salita quando uno dei sospettati ha tentato il tutto per tutto per di sfuggire alla cattura. È salito a bordo di un potente Suv, ha sfondato la basculante del garage nel tentativo di aprirsi un varco e investire chiunque si trovasse sul suo cammino. Per fermare la folle corsa del mezzo e proteggere l’incolumità dei presenti, un carabiniere ha esploso una decina di colpi di pistola mirando direttamente alle gomme del veicolo. Il bilancio dell’operazione: cinque persone sono state bloccate e ammanettate sul posto. Un sesto complice è riuscito a sottrarsi alla cattura lanciandosi da un balcone, rimbalzando sui tettucci delle auto parcheggiate in strada e dileguandosi a piedi. Durante la colluttazione e la sparatoria c’è stato anche il ferimento lieve di un militare, colpito da una scheggia, che ha riportato una prognosi di 17 giorni. La zona è rimasta transennata per ore per permettere i rilievi della Scientifica. Successivamente, i cinque fermati sono stati condotti a Bergamo per ulteriori accertamenti e perquisizioni in una struttura ricettiva di via Corridoni, a Bergamo città, dove alcuni risultavano domiciliati. Nel covo e nelle disponibilità della banda è stata sequestrata una refurtiva ingente: un tesoro composto da denaro, gioielli, orologi di pregio e borse griffate. La svolta investigativa che ha condotto i carabinieri a Orzinuovi è legata a doppio filo alla brutale rapina messa a segno nella notte tra il 6 e il 7 luglio all’agriturismo Ca’ Fenile di Alzano Lombardo, ai danni della famiglia dell’imprenditore Massimo Rizzi. Quella notte, intorno alle 2,30, tre uomini travisati e armati di coltello avevano fatto irruzione nella camera da letto. Un assalto di inaudita violenza: l’imprenditore è stato colpito ripetutamente con calci e pugni – riportando la frattura di due costole – sotto gli occhi terrorizzati della moglie e delle figlie. Una delle ragazzine, di soli 13 anni, svegliata dal baccano, aveva implorato in lacrime i banditi di fermarsi, mentre i criminali minacciavano di tagliare dita e orecchie alle vittime per farsi consegnare la cassaforte. Il colpo aveva fruttato circa 50 mila euro tra contanti e orologi Rolex. A tradire il commando è stata però l’auto utilizzata per i colpi: un’Alfa Romeo Stelvio di colore scuro. Il Suv era stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza dell’agriturismo Ca’ Fenile e dai varchi stradali della zona sia all’andata che durante la fuga a folle velocità.












