Il destino della Sala ‘Sara Piffer’, l’ex Bocciofila di Toscanella, torna a scaldare la politica. Quello che è stato a tutti gli effetti il progetto più costoso e ambizioso mai tentato sul territorio nell’ambito sportivo-sociale (un’opera da circa 1,8 milioni di euro) subisce una brusca virata strategica: sfumata l’ipotesi di una gestione integrata a forte impronta sociale, l’Amministrazione comunale ripiega su un bando per un’attività commerciale classica. La segreteria del Pd di Dozza e Toscanella esprime preoccupazione, evidenziando "una gestione non all’altezza delle promesse". Secondo i dem, l’impossibilità di far partire il progetto sociale e la necessità di ricorrere a un bando per un bar classico rappresentano "il fallimento della visione originaria. Un investimento di questa portata non può dirsi completo se privato del suo nucleo aggregativo e di coesione sociale, trasformando un potenziale fiore all’occhiello per la comunità in un semplice spazio commerciale delegato ai privati".

Il sindaco Luca Albertazzi rivendica il valore del tentativo: "Abbiamo preferito rischiare di perdere tempo per inseguire un sogno. Se quella visione fosse andata in porto, non solo avremmo fatto fare un salto di qualità storico alla nostra comunità, ma si sarebbe parlato di noi ben oltre i confini locali. Valeva la pena provarci", spiega il primo cittadino, motivando la scelta di tenere duro prima di attivare il ‘Piano B’. Preso atto delle contingenze economiche attuali che hanno frenato i partner sociali, la Giunta ha dato indirizzo per un bando commerciale ordinario che uscirà nelle prossime settimane. Albertazzi respinge però i nostalgici del passato: "Non è che prima l’ex Bocciofila fosse un Eden: pioveva dal tetto, la struttura era obsoleta, piena di amianto e insicura. E l’ultima gestione privata non finì economicamente benissimo. Oggi, restituire una struttura sicura e funzionante è comunque un successo per Toscanella".