Qui su Gastronomika passiamo parecchio tempo a chiederci dove mangiare: difficile non fare retorica, ma altrove è più frequente trovare chi si chiede se mangerà. È il mondo di chi non sa che cosa mangiare a pranzo o a cena non perché sia indeciso su quale nuova apertura collaudare, ma perché non ha i soldi per permetterselo. Perché vive per strada, perché ha perso un lavoro, una casa, una famiglia, oppure per una qualunque di quelle evenienze della vita che, finché non capitano a noi, capitano sempre agli altri.

Lunedì 13 luglio, nella sede di Opera San Francesco in viale Piave a Milano, eravamo con il musicista Dardust, Cesare Battisti, chef del Ratanà, e fra Marcello Longhi, direttore di OSF, per un sopralluogo in vista degli appuntamenti che, tra ottobre e dicembre, accompagneranno gli ottocento anni dalla morte di san Francesco.

Ma prima del sopralluogo c’era il pranzo, alla mensa dell’OSF, e prima del pranzo, naturalmente, c’era la coda. Farsi una coda per mangiare alla mensa di Opera San Francesco fa bene, fare qualche turno di volontariato, in cucina o al servizio, probabilmente, fa ancora meglio. Ma fa bene anche soltanto trovarsi per un po’ nello stesso spazio con quelle persone che le città, Milano compresa, sono diventate molto brave a rendere invisibili.