Non c’erano certezze per il piccolo Domenico Caliendo. Il suo orizzonte temporale, però, poteva forse avere maggiore profondità in vista di un secondo trapianto. Uno scenario mai concretizzatosi a causa di un quadro clinico aggravatosi giorno dopo giorno e precipitato il 21 febbraio scorso. Sul tavolo degli inquirenti chiamati a fare luce sulla tragica concatenazione di eventi, a partire dal congelamento da ghiaccio secco del cuore prelevato a Bolzano, e sulle scelte terapeutiche successive all’intervento, c’è ora un ulteriore punto di domanda: un’alternativa all’Ecmo - il macchinario per l’ossigenazione extracorporea - era possibile? Una strada che, a leggere le parole di Claudio Marra, il responsabile del Programma trapianti del Monaldi, non sarebbe stata mai presa in considerazione: «Il dottor Oppido affermò che questa opzione era già stata scartata a fine dicembre». Il riferimento è alla possibilità di ricorrere al doppio “Berlin Heart”, il cuore temporaneo che avrebbe forse garantito al bimbo un’assistenza prolungata in attesa di un nuovo organo. La valutazione sulla praticabilità, seguendo il ragionamento del primario della Chirurgia adulti, avrebbe però dovuto essere «effettuata sulla base di una serie di esami clinici». Che non sono però mai stati eseguiti.
Domenico Caliendo, un teste ai pm: «Oppido si oppose all'uso di un cuore meccanico»
Non c’erano certezze per il piccolo Domenico Caliendo. Il suo orizzonte temporale, però, poteva forse avere maggiore profondità in vista di un secondo trapianto. Uno scenario...






