Nelle comunità tradizionali della tribù di aborigeni australiani Wik Monkan, ogni neonato viene sottoposto a una cerimonia molto particolare. Il padre passa una mano sotto la propria ascella, e strofina il sudore, o “l’odore”, come dicono i nativi, sulla testa del bambino: una pratica antropologica volta a consolidare il legame tra padre e figlio tracciando un legame olfattivo tra di loro. Fino a oggi non ne sapevamo molto di più, perché la comunità scientifica si è concentrata quasi esclusivamente sul ruolo dei segnali chimici materni, ampiamente noti per ridurre il dolore nei neonati e aumentare l’attenzione verso i volti: uno nuovo studio, appena pubblicato sulla rivista Science Advances, ha invece esplorato lo stesso fenomeno dal lato paterno, per comprendere se e come i segnali olfattivi dei padri possano influenzare l’apprendimento e lo sviluppo sociale dei bambini e capire se l’”intuizione” dei Wik Monkan abbia anche una base biologica. La risposta, come vedremo a breve, è positiva.

Il ruolo dell’olfatto e la sincronia cerebrale

I segnali olfattivi sono strumenti evolutivi antichi, che i cuccioli di mammifero utilizzano per legarsi al proprio habitat in assenza della madre e per sviluppare il cervello sociale. Per capire se anche i neonati umani elaborassero l’odore corporeo paterno, gli autori dello studio, un gruppo di ricercatori della Reichman University e della University of Washington, ha focalizzato l’attenzione sulla cosiddetta “sincronia intercerebrale”, un parametro misurato confrontando la somiglianza delle attivazioni e dei ritmi delle onde cerebrali di due individui durante un’interazione sociale. In sostanza, tramite l’elettroencefalografia (Eeg), è possibile quantificare quanto i cervelli di un adulto e di un bambino si “allineino” mentre comunicano o giocano: se studi precedenti avevano dimostrato, ancora una volta, che i bambini creano una forte sincronia con le madri rispetto alle donne estranee, le dinamiche neurobiologiche relative all’odore dei padri rimanevano un territorio inesplorato.