Condanne per le nuove leve dei clan di Cutro dopo la denuncia degli imprenditori che non si sono piegati al racket.

CUTRO – Cinque condanne pesanti per le presunte nuove leve dei clan di Cutro. Sei anni e 8 mesi di reclusione ciascuno per Giuseppe Ciampà, di 44 anni, e Salvatore Ciampà (41). Otto anni a testa per Francesco Martino (29) e Salvatore Martino (34). Infine, 6 anni per Carmine Muto (43). Denunciare paga. La sentenza del gup distrettuale accoglie quasi in toto le richieste avanzate, in una precedente udienza, dal pm Antimafia Elio Romano. Il pm sollecitava 8 anni a testa per i Ciampà, 10 anni ciascuno per i Martino e 6 anni per Muto.

L’inchiesta

L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Crotone e coordinata dalla Dda di Catanzaro, è partita dopo le denunce degli imprenditori che erano stati “avvicinati” dai rampolli delle cosche. Il primo a denunciare fu il socio e amministratore della nota attività di ristorazione “La locanda”, al quale sarebbe stato intimato di consegnare periodicamente cifre per un “pensiero” ai detenuti. Successivamente l’imprenditore sarebbe stato pedinato in auto e poi raggiunto da Carmine Muto che, con fare minaccioso, gli avrebbe chiesto di soddisfare le richieste di “pizzo”.