<p>Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non chiude la porta a un eventuale ingresso dei costruttori <strong>automobilistici </strong>cinesi negli stabilimenti tedeschi in difficoltà.

Ma definisce questa ipotesi una soluzione estrema e non la risposta ai problemi strutturali dell’industria dell'auto.

Le dichiarazioni arrivano mentre la <strong>Germania </strong>affronta una delle peggiori crisi della sua manifattura automobilistica, con<a href="https://www.milanofinanza.it/news/crisi-volkswagen-chiusure-non-solo-in-germania-a-rischio-due-impianti-in-est-europa-con-altri-20-mila-202607140940064972"> Volkswagen impegnata in una profonda ristrutturazione che potrebbe portare fino a 100 mila esuberi entro il 2030 e alla chiusura di diversi impianti</a>. </p> <p> </p> <p>Intervenendo in conferenza stampa a <strong>Berlino</strong>, Merz ha spiegato di non essere contrario, in linea di principio, all'acquisizione di fabbriche tedesche da parte di gruppi cinesi.

«La considero un’ultima spiaggia, non una risposta ai problemi strutturali», ha affermato il cancelliere, <strong>sottolineando </strong>però che «non è una questione che deve decidere la politica, ma una scelta che spetta alle imprese». </p> <p> </p> <h2><strong>Quella di Merz è di fatto un’apertura ai cinesi in Germania</strong></h2> <p>Le parole del leader tedesco rappresentano un’apertura significativa in un momento in cui il dibattito sulla presenza industriale cinese in Europa è sempre più acceso.