Legge elettorale 15 luglio 2026 Secondo diversi esponenti del centrodestra le preferenze saranno introdotte quando la nuova legge elettorale arriverà al Senato. Ma il percorso è complicato Il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, durante l’esame alla Camera della riforma della legge elettorale – Fonte: ANSA Il giorno dopo la bocciatura dell’emendamento di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Unione di Centro sulle preferenze, nel Transatlantico della Camera in molti dicono di non essere sorpresi da quello che è avvenuto in aula, e che ha diviso la maggioranza di centrodestra. «Era come chiedere a un tacchino di anticipare il giorno del ringraziamento», ha detto a Pagella Politica un collaboratore di un deputato di Forza Italia, che ha preferito rimanere anonimo. «Si sapeva che, al netto delle promesse, tanti parlamentari del centrodestra erano contrari perché con le preferenze gli sarebbe stato più difficile essere rieletti nel 2027».

L’emendamento che avrebbe introdotto le preferenze nella nuova legge elettorale è stato bocciato nella serata del 14 luglio per un solo voto, a scrutinio segreto. I voti contrari sono stati 188 contrari, mentre i favorevoli sono stati 187. Il risultato è stato condizionato dai “franchi tiratori” del centrodestra, cioè i deputati dei partiti di maggioranza che hanno votato contro l’indicazione dei loro partiti. Secondo le verifiche di Pagella Politica, togliendo dal conto i deputati in missione – gli assenti giustificati, tra cui pure la presidente del Consiglio Giorgia Meloni –, i partiti di centrodestra avevano a disposizione il voto di 227 deputati ma quelli che poi hanno votato effettivamente a favore delle preferenze sono stati 187. Dunque, è possibile che i deputati “franchi tiratori” tra le file di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati siano stati una quarantina. Ma potrebbero anche essere di più, visto che nei 187 voti favorevoli potrebbero esserci quelli degli otto deputati di Futuro Nazionale, che sulla carta si erano detti favorevoli alle preferenze.