Partiti 15 luglio 2026 I deputati di PD, Movimento 5 Stelle, AVS e Italia Viva hanno gioito per la bocciatura dell’emendamento di Fratelli d’Italia, ma non hanno una linea comune sul voto di preferenza ANSA Il 14 luglio la Camera ha bocciato, per un solo voto, l’emendamento di Fratelli d’Italia – presentato insieme a Noi Moderati e Unione di Centro (UDC) – che avrebbe introdotto le preferenze nella riforma della legge elettorale. La proposta permetteva agli elettori di indicare fino a tre candidati della lista votata, ma con un limite importante: il capolista restava bloccato e non poteva essere scelto con il voto di preferenza. Le opposizioni contestavano, tra le altre cose, l’assenza dell’alternanza di genere per i capilista, che potevano quindi essere tutti uomini.

La bocciatura ha provocato l’esultanza delle opposizioni, che hanno parlato di una sconfitta politica della maggioranza e chiesto le dimissioni del governo. «Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa», ha detto la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. In segno di protesta, le opposizioni hanno poi ritirato i loro emendamenti alla riforma elettorale, con l’eccezione di quello sul voto fuorisede.

A giudicare dalle reazioni, i partiti di opposizione sembrano avere una posizione comune sulle preferenze. Ma è davvero così? In realtà, dagli emendamenti presentati alla riforma emergono posizioni piuttosto differenti. Preferenze più incisive, e precedenza all’età Nonostante i festeggiamenti in aula per la bocciatura dell’emendamento di Fratelli d’Italia, il Movimento 5 Stelle è tra le forze di opposizione che hanno presentato le proposte più esplicite a favore delle preferenze.