Il cahiers de doléances è stato trasmesso e spiegato nel corso dell'audizione di fronte alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, avvenuta ieri mattina. Il procuratore Generale di Piemonte e Valle d'Aosta Lucia Musti non le ha certo mandate a dire sulla questione organici delle procure del territorio, partendo da quella numericamente più rilevante, Torino e dal numero considerato esplicativo della situazione drammatica di alcuni uffici: «Il carico medio di un sostituto procuratore di Ivrea è di 1.622 fascicoli, quello di un collega di Biella di 1.322, rispettivamente quasi il triplo e il doppio della media nazionale». Più magistrati a Torino per contrastare la criminalità organizzata Sul nodo-Torino Musti ha spiegato come si tratti «di distretto non solo geograficamente molto ampio e variegato nelle sue articolazioni giudiziarie, ma che risulta caratterizzato da un fecondo tessuto industriale e produttivo e da realtà imprenditoriali rilevanti e, nel contempo, interessato da fenomeni criminali che spaziano dalla criminalità organizzata, con la presenza di mafie storiche (in particolare, di plurime locali di 'ndrangheta) e cosiddette nuove mafie (in particolare, di diversi nuclei di mafia nigeriana), al traffico di stupefacenti, ai reati finanziari e patrimoniali, alla criminalità informatica, alla criminalità minorile e alla criminalità connessa al cosiddetto fenomeno antagonista (Askatasuna e movimenti NoTav)». Di fronte a queste emergenze non si può non comprendere, ad avviso di Musti, come «tali connotazioni generano un contenzioso civile e penale copioso ed estremamente complesso, rendendo ancora più allarmante il dato relativo alla carenza di risorse umane, strutturali e materiali». Il Procuratore generale ha sottolineato come occorra «aumentare la pianta organica dei sostituti procuratori della Repubblica (dei pubblici ministeri ndr), attualmente di 55 unità, in modo da consentire al Procuratore di aumentare il numero dei sostituti della direzione distrettuale antimafia e della procura distrettuale antiterrorismo». Ivrea, la cenerentola della giustizia Non solo Torino però è stato al centro delle disamine di Musti. «La procura di Ivrea, seconda procura del Piemonte e della Valle d'Aosta, necessita di un ampliamento dell'organico dei sostituti di due unità (da 11 a 13). Urge l'istituzione del posto di Procuratore Aggiunto» - ha spiegato. Capitolo minori e relativa procura competente «che vede un organico di 5 sostituti procuratori della Repubblica che operano in Piemonte e Valle d'Aosta, unico distretto in Italia. Si consideri - ha detto la dirigente - che in Sicilia ci sono quattro procure della Repubblica per i minorenni in una sola regione e nel nostro distretto una per due regioni». Ancora, nel corso dell'audizione, sempre collegata alla procura dei minori un lungo cenno è stato fatto alle indagini per reati collegati a ideologie paranaziste, islamiste o ispirate al suprematismo bianco, in collegamento con le Procure Distrettuali. La difficile situazione di Biella Sulla stessa Procura Generale («il più grande distretto d'Italia»), che Musti dirige, è auspicato un aumento della pianta organica di almeno due o tre unità anche considerato che «nella vicina Lombardia vi sono due distretti di Corti d'appello e che la sola Procura generale di Milano ha un organico di 23 sostituti procuratori generali». Capitolo a parte per la procura di Biella: «Qui la pianta organica consta di sole 4 unità di magistrati, risultando la più ridotta dell'intero distretto». Questo, a fronte del fatto che «le sopravvenienze pro capite si collocano stabilmente su valori sensibilmente superiori alla media distrettuale e nazionale (circa 700-800 contro 550-650) e i pendenti finali per magistrato superano stabilmente le 1.200 unità, a fronte di una media nazionale compresa tra 450 e 600». Un sovraccarico strutturale permanente di fronte al quale viene ribadita la richiesta di aumento di un magistrato in pianta organica della procura.