In Puglia è “emergenza credito” per le imprese sino a 20 dipendenti: meno 21% negli ultimi 5 anni. Gli impieghi totali in favore delle imprese tutto sommato tengono ma il credito alle piccole imprese diminuisce. Questo accade anche nei settori tradizionalmente più esposti alle questioni dimensionali come l’agricoltura: il dato nazionale indica, per le imprese sino a 5 dipendenti, la perdita di impieghi per il 25% nell’ultimo decennio mentre il dato pugliese riporta un deficit storico negli impieghi bancari agricoli; infatti questi ultimi in Puglia assommano al 65% del valore aggiunto agricolo prodotto, mentre il dato nazionale si attesta all’89%; questo vuol dire che una impresa agricola del nord, a parità di fatturato, viene finanziata sino al 200% in più rispetto ad una impresa pugliese.

Quindi il credito è un vero proprio limite allo sviluppo in quanto condiziona gli investimenti sia privati che pubblici. Le ingenti risorse del CSR Puglia (Complemento di Sviluppo Rurale) destinate agli investimenti in agricoltura sono vincolate al sostegno bancario alle imprese. Non si può emettere un bando con fondi cospicui e ignorare che la esecuzione dei progetti si scontrerà inevitabilmente con la disponibilità di credito al settore. Questo concetto, semplice e “preliminare”, è riportato chiaramente in tutti i documenti comunitari e nella strategia nazionale della PAC. Ma la Regione Puglia non ha sinora dotato il CSR di idonei “strumenti finanziari”, come hanno peraltro già adempiuto regioni come Campania e Abruzzo.