L’economia pugliese tiene nonostante un contesto geopolitico complesso, ma cresce meno della media del Pil nazionale. Secondo le ultime rilevazioni di Bankitalia, il Pil della Puglia è aumentato dello 0,3% nel 2025: merito delle oltre 380.000 imprese presenti in Regione, di cui oltre il 94% sono microimprese a conduzione familiare. Sono numeri che restituiscono l’idea di un sistema produttivo estremamente frammentato, dove la gestione resta nella maggior parte dei casi nelle mani dell’imprenditore e della famiglia. Questo assetto, che finora ha rappresentato il punto di forza dell’economia regionale, rappresenta la maggiore incognita futura in un contesto economico in cui le imprese pugliesi devono confrontarsi sempre più con le sfide dei mercati internazionali, come spiega alla Gazzetta Angelo Rizzotto, Responsabile Commercial Banking Area Sud di Banca Ifis, banca specializzata nel sostegno alle piccole e medie imprese.

Qual è oggi l’elemento che più caratterizza il modo di fare impresa in Puglia?

«La grande maggioranza delle imprese pugliesi è a conduzione familiare, con un assetto organizzativo in cui l’imprenditore ha un ruolo diretto in tutte le principali decisioni. Questo garantisce grande reattività e capacità di adattamento, ma allo stesso tempo rende le aziende più esposte quando aumenta la complessità, perché manca una struttura organizzativa più articolata su cui distribuire responsabilità e competenze».