L’81% delle piccole e medie imprese familiari italiane non ha ancora formalizzato un percorso di successione e continua a dare per scontato che sarà un uomo a prendere il timone aziendale. E' la fotografia scattata da I-Aer (Institute of Applied Economic Research) attraverso una ricerca condotta su un campione di 1.743 pmi che mette in luce un’imminente scadenza temporale: ben il 69% delle imprese analizzate sarà infatti coinvolto in un passaggio generazionale entro i prossimi 5 anni. Dallo studio emerge un forte paradosso: se da un lato il 93% delle pmi riconosce alle donne un ruolo centrale nei valori e nella tenuta relazionale dell’azienda, dall’altro il 43% percepisce ancora la leadership femminile come 'più soft' e meno adatta alla gestione del rischio. "Il dato fotografa un automatismo culturale – spiega Fabio Papa, direttore scientifico di I-Aer - quando la successione non viene progettata, il successore naturale continua spesso a essere immaginato al maschile. Il problema non è la mancanza di competenze – dato che le donne rappresentano oggi il 60% dei laureati italiani – ma il fatto che queste competenze non vengono portate nei luoghi in cui si costruisce la leadership: finanza, investimenti, strategia e governance."