Fiduciose sul proprio futuro, ma in difficoltà quando si tratta di programmare gli investimenti in modo da pianificare il salto dimensionale necessario per competere globalmente o semplicemente per gestire l’inevitabile passaggio gestionale. Un quadro sotto molti aspetti contraddittorio, se non addirittura paradossale, quello che l’Osservatorio Pmi e Finanza elaborato da Excellera e presentato a Milano da Anthilia Capital Partners traccia per le Pmi italiane. Il vero tessuto produttivo del nostro Paese appare complessivamente robusto e gode di discreta salute, fatica però al tempo stesso ad andare incontro alla necessaria trasformazione e corre il serio pericolo di consegnarsi ai capitali esteri e di impoverire quindi il sistema Paese.

I dati della ricerca

L’89% del campione selezionato per la ricerca (100 aziende con fatturato annuo compreso fra 20 e 250 milioni di euro) si dichiara fiducioso sulle prospettive di crescita per i prossimi dodici mesi e il 55% prevede investimenti significativi nell’arco di due o tre anni, anche se soltanto due su dieci si possono considerare di «entità rilevante». Il problema, in questo caso, attiene non soltanto all’incertezza sul contesto macroeconomico (indicata nel 47% dei casi), comprensibile visto che il sondaggio è stato effettuato nel corso dell’ultimo mese, o agli ostacoli burocratici e normativi (30%), ma anche alla diffusa complessità che si riscontra nel valutare l’effettivo ritorno degli investimenti. L’83% delle aziende ritiene infatti che questo compito sia «difficile» e il 13% addirittura «molto difficile».