(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Le Pmi italiane, considerate da sempre l’ossatura portante dell’economia del Paese, godono di uno stato di salute abbastanza buono, pur continuando a scontare una certa fragilità. A scattare questa fotografia, Elena Pieracci, responsabile direzione territoriale di Novara, Alessandria e Nord Ovest di Banco Bpm. «L’instabilità geopolitica costringe le Pmi a riprogrammare, spesso in tempi molto stretti, la propria attività. A questo si aggiunge la volatilità dei prezzi delle materie prime che incide sull’attività quotidiana delle imprese e non consente di avere una chiara visibilità sulle strategie che gli imprenditori devono adottare nel breve-medio termine. Ci troviamo davanti a una situazione in continua evoluzione», spiega la manager. Una situazione che diventa ancora più complessa se si considera che delle oltre cinque milioni di Pmi italiane, più del 90% ha una dimensione piccola e micro. «Le sfide che quotidianamente devono affrontare le grandi imprese sono le stesse che devono affrontare anche le pmi», spiega Pieracci che si focalizza, tra l’altro, «sul processo di digitalizzazione, a cui tutto il comparto è da tempo chiamato, e sull’utilizzo dell’Ai. Sfide che devono essere colte per poter competere al meglio anche sui mercati internazionali. Possiamo affermare che gli imprenditori italiani sono marinai esperti chiamati a navigare in acque piuttosto agitate».
Resilienza e adattamento: ecco i valori delle Pmi
Elena Pieracci, responsabile direzione territoriale Novara, Alessandria e Nord-Ovest di Banco Bpm, scatta una fotografia in tempo reale dello stato di salute delle Pmi italiane che, nonostante un contesto geopolitico incerto, continuano a mantenere la barra dritta.







