L’economista Carlo Cottarelli, ex senatore del Pd, ha lanciato una raccolta firme per promuovere la sua proposta di legge, depositata nel 2023 e poi rimasta ferma in Senato: obbligare i partiti a presentare, insieme ai programmi elettorali, anche i costi delle loro proposte. Per “evitare che i partiti facciano promesse fantastiche e, fondamentalmente, irrealistiche”, ha detto Cottarelli a Fanpage.it.

Non manca molto alla prossima campagna elettorale. Potrebbe arrivare al più tardi nell'estate-autunno del 2027, ma anche prima, a seconda di quanto reggerà il governo Meloni. Così, l'economista ed ex senatore del Partito democratico Carlo Cottarelli sta promuovendo una raccolta firme chiamata "Quanto mi costa?", insieme alla Fondazione Luigi Einaudi, per rilanciare una proposta di legge che aveva presentato nel 2023, ma che poi è rimasta bloccata in commissione al Senato.

Pochi mesi dopo l'inizio della legislatura, e prima di annunciare le sue dimissioni da parlamentare, Cottarelli depositò un testo che obbligherebbe i partiti politici a indicare, per ciascun punto del programma elettorale, il costo indicativo e da dove verrebbero i soldi. Come l'economista ha spiegato a Fanpage.it, si tratta di una legge che "rende più facile la vita degli elettori ma complica la vita dei partiti, perché devono ridimensionare le proprie proposte elettorali". Parto chiedendole un commento su una dichiarazione di Roberto Vannacci, fatta pochi giorni fa a La7. Di fronte a una domanda su come avrebbe pagato una delle misure che propone, ha risposto: "Io non faccio il ragioniere. Io dò la direzione politica, poi c'è chi si occupa di trovare i soldi". Cosa ne pensa?