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Processo Svevia, confermate in appello 30 condanne per i narcos del quartiere Capizzaglie di Lamezia, due assolti

LAMEZIA TERME – Confermate 31 condanne (per la maggior parte con pene ridotte rispetto alla sentenza di primo grado) e 2 assolti. Questa la sentenza della Corte di appello di Catanzaro (presidente Alessandro Bravin; a latere Maria Rosaria di Girolamo e Giovanna Mastroianni) nei confronti di 33 imputati che a ottobre del 2024 erano stati condannati in primo grado con il rito abbreviato al processo scaturito dall’operazione Svevia di febbraio 2023, coordinata dalla Dda e che portò all’arresto di 46 persone (40 in carcere, 6 ai domiciliari mentre per 3 il gip dispose l’obbligo di presentazione alla Pg).

Le indagini e i collegamenti con i Casamonica

Le indagini, coordinate dei pm Elio Romano e Chiara Bonfadini, furono eseguite dal Nucleo Operativo e dal Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Lamezia diretta dal maggiore Valentino Luce ed eseguite dal maresciallo Vito Margiotta. Indagini che smantellarono una presunta organizzazione dedita allo spaccio di droga, fortemente radicata nel quartiere Capizzaglie di Lamezia e al cui vertice ci sarebbe stato Antonio Galiano della cosca Giampà (condannato in primo grado a 30 anni al processo con rito ordinario) con saldi canali di approvvigionamento che dal Reggino, passando da San Luca e Rosarno, fino alla Capitale grazie alla collaborazione con il clan dei Casamonica. Il sodalizio poteva contare anche su di un’ampia disponibilità di armi.