Pubblicato il: 13/07/2026 – 14:30

di Fabio Benincasa

LAMEZIA TERME Il gup del Tribunale di Catanzaro, Roberta Cafiero, ha emesso la sentenza nei confronti degli imputati nel troncone abbreviato del processo nato dall’inchiesta “Artemis” coordinata dalla Distrettuale antimafia di Catanzaro. Tre le assoluzioni, si tratta di Simone Bonali, Pasquale Cappello, Tommaso Manfreda, Antonio Giampà.Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Massimiliano Carnovale, Renzo Andricciola, Michele Cerminara, Giuseppe Spinelli, Antonio Larussa, Francesco Gambardella, Gianluca Careri, Tiziana D’Agosto, Leopoldo Marchese, Domenico Ruscio, Giuseppe Mazza, Raffaele Mastroianni.

L’inchiesta

L’attività investigativa svolta ha portato, a novembre 2024, all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 59 indagati in ordine ai delitti – ipotizzati – di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, anche aggravata dalle modalità e finalità mafiose, e altri numerosi reati in materia di coltivazione, detenzione, e commercializzazione di sostanze stupefacenti. Secondo l’accusa, il sodalizio sarebbe stato operativo nei territori di Lamezia Terme e Vibo Valentia. «Il canale di rifornimento preferito era il Reggino e soprattutto Rosarnese mentre è stata individuata anche piantagione a Mesoraca, grazie ai rapporti con esponenti del Crotonese», aveva dichiarato – in conferenza stampa – l’allora procuratore ff della Dda di Catanzaro Vincenzo Capomolla, oggi procuratore capo a Cosenza. Il procuratore sie ra soffermato sulla presenza di un «controllo della area di Lamezia e Vibo» e sulla capacità di «relazionarsi con i clan del Reggino e del Crotonese (…) con interventi su vicende private e per ottenere vantaggi in procedimenti penali». (f.benincasa@corrierecal.it)