Diventano definitive le assoluzioni di Salvatore Abbruzzo e Francesco Gualtieri, entrambi di Borgia, accusati del duplice omicidio di Massimiliano Falcone e di suo cugino Davide Iannoccari, aggravato dalle modalità mafiose, avvenuto nel novembre del 2006 a Taverna nel Catanzarese. La prima sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale, confermando il verdetto il verdetto assolutorio emesso dai giudici di secondo grado a dicembre 2025, accogliendo la richiesta degli avvocati Salvatore Staiano, Guido Contestabile per Abruzzo e Salvatore Staiano e Antonio Lomonaco per Gualtieri.
Il movente
Crolla anche nel terzo grado di giudizio l’inchiesta della Dda che aveva proposto ricorso perché venisse ribaltato in condanna il verdetto assolutorio chiedendo per gli imputati la pena esemplare dell’ergastolo per i due presunti killer. Resta senza un colpevole un duplice delitto il cui movente sarebbe da ricercarsi nei contrasti territoriali insorti tra la famiglia Cossari e i Catarisano per il controllo dell’area di Roccelletta di Borgia. Massimiliano Falcone, esponente di spicco della famiglia Cossari e conosciuto per la sua caratura criminale e spregiudicatezza, in particolare, nella gestione delle attività estorsive, stava trascorrendo all’interno del villaggio Lagomar la sua latitanza. Qui fu raggiunto dai killer e freddato, assieme al cugino Davide Iannoccari, da numerosi colpi provenienti da due pistole calibro 9. I cadaveri sarebbero poi stati gettati nelle campagne di Sorbo San Basile, per essere dati poi alle fiamme per cancellare ogni traccia.









