Big Blue ha subito la più grande perdita della storia. Il colosso IBM in poche ore ha visto le azioni crollare del 25%, bruciando così circa 70 miliardi di dollari. Alla base del risultato negativo la revisione degli obiettivi del Q2: IBM ha infatti annunciato che prevede di ottenere "solo" 17,2 miliardi di dollari di ricavi, contro i 17,8 attesi dagli analisti. E l'IA ha un ruolo in questo.

Perché l'IA sta trascinando verso il basso software e servizi tech?

600 milioni in meno su un fatturato previsto di 17,8 miliardi possono essere considerati una normale variazione del valore. Niente di cui preoccuparsi, sulla carta. Eppure, il mercato ha reagito molto male, portando al più grande crollo in borsa nell'intera storia di Big Blue.

La solita finanza cattiva ed egoista o c'è altro? In realtà, a preoccupare gli investitori non è tanto la revisione al ribasso, ma le motivazioni alla sua base, spiegate in una lettera agli investitori del CEO Arvind Krishna. "Nelle ultime settimane di giugno abbiamo osservato uno spostamento della spesa in conto capitale (capex) dei clienti verso l'acquisto di server, sistemi di storage e memoria, con l'obiettivo di assicurarsi infrastrutture caratterizzate da una disponibilità limitata prima dei previsti aumenti di prezzo", spiega il manager. "Questa dinamica ha modificato i modelli di acquisto dei clienti. Sebbene nelle nostre previsioni avessimo già considerato un certo impatto legato alla supply chain, non avevamo previsto un cambiamento di tale portata nella riallocazione della spesa in conto capitale".