<p>L’intelligenza artificiale presenta il conto anche a<strong> Ibm. </strong>Il colosso americano è arrivato a perdere, nella giornata del 14 luglio, fino al 25% a Wall Street, segnando la peggiore seduta dall’ottobre del 1987, dopo aver diffuso un profit warning e risultati preliminari del secondo trimestre <strong>inferiori alle attese</strong>.

Il mercato ha punito una combinazione di fattori che racconta come la rivoluzione dell’AI stia cambiando profondamente le priorità di spesa delle imprese. </p> <p> </p> <h2>La corsa all’AI sposta gli investimenti</h2> <p>La principale causa della frenata è il <strong>cambio nelle strategie dei clienti</strong> aziendali.

Nelle ultime settimane di giugno, spiega il ceo <strong>Arvind Krishna,</strong> molte imprese hanno deciso di destinare una parte maggiore dei propri budget all’acquisto di server, sistemi di storage e chip di memoria, nel timore di futuri aumenti dei prezzi e di una disponibilità limitata delle infrastrutture necessarie per sostenere lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. </p> <p>Questa <strong>corsa all’hardware </strong>ha inevitabilmente ridotto le risorse destinate ad altri investimenti tecnologici, penalizzando il software e i mainframe di Ibm. </p> <p>«Avevamo previsto un certo impatto legato alla supply chain, ma non avevamo anticipato la portata della riallocazione della spesa in conto capitale», ha ammesso Krishna nella lettera agli investitori. </p> <h2>Delude il nuovo z17</h2> <p>A complicare il quadro è stata anche una <strong>domanda inferiore alle aspettative</strong> per il nuovo <strong>mainframe z17</strong>, lanciato a giugno e pensato per consentire a banche, retailer e grandi imprese di gestire applicazioni di intelligenza artificiale generativa in ambienti cloud ibridi. </p> <p>Secondo il management, la debolezza del business Infrastrutture è risultata «peggiore del previsto».