La Basilicata emerge, secondo i dati Gimbe, nella prevenzione dei tumori. Adesioni superiori alla media ma regione indietro sugli inviti: «Al lavoro per migliorare»
La Basilicata spicca nella prevenzione tumorale. L’analisi della Fondazione Gimbe, infatti, colloca i lucani tra gli italiani maggiormente solerti nell’eseguire screening oncologici, cogliendo le occasioni dei test gratuiti messi a disposizione a livello regionale. Nello specifico, prendendo in considerazione gli esami mammografici eseguiti nel 2024 sulle donne tra i 50 e i 69 anni, se la media italiana si attesta al 50%, la Basilicata viaggia su un considerevole 56,5%, registrando quindi percentuali di adesione che la portano al nono posto a livello nazionale.
Un risultato importante considerando che i lucani risultano gli unici cittadini del Sud a superare la media del Paese. Più o meno gli stessi risultati per gli screening cervicali: dodicesimo posto in Italia con il 52,2% di adesione, al di sopra della soglia nazionale del 51%. Risultati leggermente inferiori, ma comunque in piena linea di galleggiamento, sul fronte della prevenzione colon-rettale: 32,9% (su una media del 33,3%), in ogni caso prima regione del Mezzogiorno e decimo posto assoluto, tenendo presente che il test in questione è, tra quelli analizzati, il meno eseguito.









