Firenze, 15 luglio 2026 – La Regione Toscana può fare da apripista nel rapporto con l'Intelligenza artificiale: se il Consiglio regionale andrà avanti nell'iter, la Regione sarà la prima in Italia ad avere una legge regionale sull'uso responsabile e consapevole dell'intelligenza artificiale. Il testo ha già ottenuto il semaforo verde dalla Prima e dalla Quarta Commissione del Consiglio regionale della Toscana, riunite in seduta congiunta, e approda ora in Aula per l'approvazione definitiva. Il provvedimento punta a garantire un uso trasparente ed etico dell'Ia, introducendo tra l'altro una Carta toscana dei diritti digitali che riconosce ai cittadini il diritto a essere informati sull'uso dell'intelligenza artificiale, a ottenere spiegazioni comprensibili sulle decisioni algoritmiche, a non subire decisioni amministrative interamente automatizzate e a chiedere l'intervento di una persona. Previste anche misure per la tutela dei minori dai rischi di un uso indiscriminato del digitale. Il testo è stato arricchito da un pacchetto di emendamenti del Pd, illustrati in commissione dal vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, che rafforzano il ruolo di università e centri di ricerca e introducono un principio sull'uso del tempo risparmiato dall'automazione nella pubblica amministrazione, da destinare, come spiega Matteo Trapani, cofirmatario degli emendamenti, a "più relazione, più cura e più servizi di prossimità". "La Toscana - dice Mazzeo - sarà la prima Regione in Italia a dotarsi di una legge organica sull'intelligenza artificiale. Vogliamo governare l'innovazione mettendo sempre la persona al centro e facendo della tecnologia uno strumento di libertà, sviluppo e giustizia sociale". Al momento non ci sono altri esempi in Italia di questo tipo.