In una seduta del Consiglio regionale a Firenze, è successo qualcosa che riguarda direttamente la vita di milioni di persone, anche se probabilmente non se ne sono accorte. La Toscana è diventata la prima Regione in Italia a dotarsi di una legge organica sull'uso responsabile e consapevole dell'intelligenza artificiale. Non un documento di intenti, non una strategia su carta, ma una legge vera, approvata in via definitiva, che d'ora in poi accompagnerà ogni cittadino toscano nel suo rapporto quotidiano con gli algoritmi.
Cosa cambia davvero, in pratica
La legge introduce quella che è stata chiamata la Carta toscana dei diritti digitali, un elenco di garanzie che finora nessuna legge italiana aveva mai messo nero su bianco in questo modo. Da oggi, chi vive in Toscana ha il diritto di sapere quando una decisione che lo riguarda è stata presa, in tutto o in parte, da un algoritmo. Ha diritto a una spiegazione comprensibile, non un linguaggio tecnico incomprensibile, di come e perché quella decisione è stata presa. E soprattutto, se non è d'accordo, ha il diritto di chiedere che a valutare il suo caso sia una persona in carne e ossa, non soltanto una macchina.
Il diritto più curioso di tutti








