Nella gestione del servizio idrico integrato ad Agrigento, i cittadini si trovano di fronte a un paradosso insostenibile: le bollette aumentano, ma i diritti sociali restano al palo. La denuncia non arriva da un soggetto politico, ma da una società che si occupa unicamente di gestire risorse idriche: Siciliacque.

Al centro del caso c'è Aica (Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini), il gestore pubblico subentrato nella gestione del servizio, la cui condotta tariffaria e sociale è stata duramente contestata dal sovrambito in un lungo documento inoltrato al Governo regionale e ai parlamentari Angelo Cambiano e Ismaele La Vardera, che sulla gestione di Siciliacque avevano chiesto chiarimenti.

Secondo la società, sebbene Aica abbia ottenuto dall'Assemblea Territoriale Idrica un costante incremento delle tariffe all'utenza (l'ultimo aggiornamento, approvato il 29 aprile 2025, ha autorizzato rincari del 5,4% per il 2024 e del 5,7% per il 2025), tali rincari - secondo Siciliacque che cita la regolazione di settore - non sarebbero dovuti. Il gestore pubblico non avrebbe infatti provveduto al pagamento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) delle componenti tariffarie perequative che pure fattura regolarmente ai cittadini.