In provincia di Agrigento sono ogni giorno migliaia le famiglie che vivono in queste settimane una situazione paradossale: abitano in zone non servite dalla rete idrica o dove la rete idrica c'è ma non un regolare approvvigionamento idrico. Ed affrontano gravissimi disagi nell'usufruire di un servizio sostitutivo. Il nuovo sistema, dopo la proroga approvata dall’Ati Ag9 e ratificata dai sindaci, introduce a tutti l'obbligo di contrattualizzarsi e dovrebbe garantire rifornimenti regolari, tariffe chiare e procedure trasparenti. Ma la realtà è che le autobotti non bastano, i tempi di fornitura sono lunghi, i costi esplodono e il disagio si trasforma in esasperazione.
La situazione che ci raccontano tanti utenti è drammatica: le autobotti disponibili, quelle di Aica, dei Comuni e della Protezione civile, ma anche quelle dei privati convenzionati, sono troppo poche per coprire un territorio vasto e frammentato. Con l’estate ormai arrivata e con migliaia di famiglie che si trasferiscono nelle seconde case non servite da condotta, il sistema è in affanno. A luglio e agosto rischia di collassare.
Le nuove regole impongono agli utenti di stipulare un secondo contratto per chi ha casa al mare o in campagna, o un primo contratto per chi vive stabilmente in abitazioni non raggiunte dalla rete. Finora molti si rivolgevano ai privati, pagando il trasporto a prezzi sostenibili. Oggi, invece, il quadro è cambiato: il costo del trasporto resta interamente a carico dell'utente, mentre l’acqua viene fatturata da Aica. Le tariffe sono accettabili solo se si riesce a ottenere un mezzo del gestore, 50 euro fino a 80 metri cubi, 80 euro fino a 120, ma diventano proibitive se si è costretti a chiamare un privato convenzionato: «Mi hanno chiesto 120 euro solo per il trasporto – racconta un cittadino che ha regolarmente stipulato un contratto – a cui si aggiunge il costo dell’acqua. Non posso permettermi una spesa del genere ogni settimana». Gli abbiamo suggerito di richiedere un’autobotte Aica a costi inferiori, ma i tempi di attesa sono lunghissimi. E siamo solo a giugno. Il risultato è un cortocircuito perfetto: chi segue le regole rischia di restare senz'acqua perché non può permettersi certi costi.








