Si parla di seicentomila indagati e centomila arresti da quel 15 luglio 2016, ma le manette non si fermano: negli ultimi giorni circa mille ordini di custodia in carcere di sospetti terroristi. È stato l'inizio di un decennio buio, con lo scardinamento dello stato di diritto e della libertà di espressione, la virata autocratica del suo presidente
Dopo il tentato golpe del 15 luglio 2016 di cui fu accusato il predicatore islamico Fethullah Gülen, morto nella sua dimora in Pennsylvania nel 2024, si sarebbe potuto pensare che ormai la Turchia avesse esaurito le manette. Oltre seicentomila persone, la maggior parte delle quali sospettate di essere güleniste, sono state indagate per quel tentato colpo di stato; vi sono stati circa 100 mila arresti, la maggior parte di costoro aveva solo tenui collegamenti con quel movimento islamista, come avere un conto in una banca legato a Gülen.













