Sul palco allestito sul piano della Cattedrale, nella tappa dedicata al messaggio dell’Arcivescovo, Corrado Lorefice ha scelto di non parlare soltanto della Santuzza, ma di far arrivare alla città la voce dei suoi giovani. Un intervento costruito sulle parole e sulle immagini degli studenti dell’Accademia di Belle Arti, chiamati a reinterpretare la figura della Patrona attraverso opere che raccontano le ferite, le paure e le speranze della Palermo di oggi.
«Stasera tu ci vuoi parlare attraverso il messaggio di alcuni giovani della tua e nostra Città», ha detto Lorefice rivolgendosi idealmente a Santa Rosalia. Giovani descritti come «figli e figlie di questo nostro tempo», accomunati alla Santa dalla capacità di guardare la realtà con coraggio. «Sono stati donati dalla vita a questa terra bella e tormentosa», ha aggiunto l’Arcivescovo, indicando in quelle opere un modo per leggere il presente della comunità.
Le incisioni realizzate dagli allievi dell’Accademia, esposte nella Cappella di Santa Rosalia in Cattedrale, sono diventate così il cuore del messaggio. «Le loro parole – come le tue – arrivano al cuore della Città», ha affermato Lorefice, richiamando quelle «nuove e vecchie ferite» che segnano quartieri, strade e piazze: “Sofferenze e contraddizioni, ansie e paure, privazioni e incertezze, violenza e morte”.










