«In un momento drammatico come questo che stiamo vivendo, non resta che invocare i santi». Così ha pensato Daniele Galliano nel dare vita al progetto che inaugura domani alle 18,30 in piazza Emanuele Filiberto, intitolato “Essere santi a Torino”. Una mostra da lui curata con Ylenia Regia Corte e Chiara Causo, in cui ha coinvolto 24 studenti del corso di decorazione che tiene all’Accademia Albertina. A loro l’incarico di decorare appunto il muretto degradato che si trova di fronte alla Conserveria, verso via Sant’Agostino, per migliorarne, pennelli alla mano, l’estetica. «Si è pensato di dipingervi i santi e le sante, ma in senso lato. Si vedranno i beati legati alla chiesa di Torino e del Piemonte, ma anche i “benefattori” della piazza, coloro che si danno da fare per animarla e tenerla in ordine, oltre ai gestori del Pastis, che con l’Albertina, e la supervisione di Roberto Mastroianni, danno vita da tre anni alla rassegna Casa Accademia — dice l’artista e docente — I residenti sono contenti: il muro era davvero brutto, abbiamo almeno in parte rimediato».

Il muretto è stato suddiviso in riquadri, su metà di questi si sono dipinte le immagini dei santi e beati nostrani, con due sole eccezioni: Santa Tecla, la prima donna martire della storia, e San Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti. «Un santo che si tramanda volasse e che certo di strada ne ha fatta parecchia, dal momento che è tenuto in grande considerazione a Cupertino, città dove ha sede la Apple, a cui peraltro ha dato il nome», continua Galliano.