Partenza debole per le Borse europee, in una giornata in cui la tensione nello stretto di Hormuz resta alta. A rischiarare l’umore sui mercati è la frenata dell'inflazione degli Stati Uniti, che ha allontanato le ipotesi di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a luglio e ha spinto Wall Street nella seduta di ieri. L’Asia dunque si avvia a una chiusura positiva, fatta eccezione per i principali listini cinesi che accusano i dati in chiaroscuro sull'economia di Pechino, con il Pil che ha segnato la crescita più bassa da fine 2022.Passando all'azionario, occhi sul comparto bancario sia in Italia, dove il risiko vive settimane calde, sia negli Usa, dove oggi saranno Blackrock e Morgan Stanley ad affrontare la prova dei conti. Sotto la lente anche il tech, dopo i conti record di Asml. Bene il lusso, trainato dai ricavi oltre le attese di Richemont.
Prime fasi in calo per l’Europa, male Londra e Francoforte
Borse europee in calo nelle prime fasi di scambi, penalizzate dall'escalation del conflitto che oppone Usa e Iran. La Borsa di Londra cede lo 0,49%, Francoforte arretra dello 0,82%, Madrid a -0,88%, mentre Parigi si muove sulla parità. Male anche Milano (-0,29%), penalizzata dall'escalation del conflitto che oppone Usa e Iran. Sul listino, Tim lima lo 0,13%, tra gli industriali Stellantis poco mossa mentre Leonardo cede il 2,36%. Contrastati i principali energetici con Enel ed Eni rispettivamente a -0,76 e +0,32 per cento. Tra i finanziari, Generali a -1,24%, Intesa -0,50%, Unicredit -0,69%, Mps -0,10%, Bpm -0,48%. Bene, invece, il lusso con Cucinelli (+3,3%) e Moncler (+2,5%) che corrono in scia ai ricavi trimestrali oltre le attese comunicati da Richemont.









