Ci sono anche gli editori che hanno detto no al “patentino antifascista” (copyright la presidente del Consiglio Giorgia Meloni) tra i 300 ammessi alla nuova edizione di Più libri più liberi 2026. Tutti tranne due. La nave di Teseo, che avrebbe presentato la domanda per partecipare alla fiera della piccola e media editoria di Roma oltre i termini della scadenza. E Idrovolante, la casa editrice ritenuta più vicina alle idee dell’estrema destra, che quest’anno, dopo aver partecipato per anni come ospite di altri editori, aveva presentato la domanda da sola.

Gli altri, da Settecolori a nottetempo, ci sono tutti. Ieri l’Aie ha annunciato di aver chiuso l’elenco delle case editrici ammesse: 300, meno dello scorso anno, per fare spazio a una nuova area per gli eventi. Per questa ragione 34 richieste sono state respinte. La nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi, che si era detta contraria alla clausola sull’antifascismo, avrebbe presentato domanda oltre i termini. Idrovolante non conosce ancora le ragioni del no, ma l’editore protesta: “Un’esclusione politica. Per anni siamo stati in fiera con altri editori, sempre pagando la nostra quota, questa volta ci hanno esclusi creando una nuova regola. Nonostante il nostro catalogo sia vario, conti 160 titoli, non sia né di destra né di sinistra e io non abbia alcuna tessera di partito. Noi siamo una realtà indipendente”, attacca l’editore Daniele Dell’Orco.