Arezzo, 14 luglio 2026 – Lettera aperta dell'Associazione culturale CapoTrave/Kilowatt. I direttori di Kilowatt Festival Lucia Franchi e Luca Ricci lanciano l'allarme: "Così si chiude la cultura".
«La situazione di chi organizza eventi culturali è sempre più complessa: da un lato i contributi pubblici subiscono tagli e ridimensionamenti, per attivare invece una politica di finanziamenti a pioggia. Dall'altro lato, ogni anno vengono richiesti ulteriori permessi e incrementati nuovi costi, e ognuno di essi diventa imprescindibile, altrimenti i festival culturali e le attività di spettacolo rischiano di chiudere.
L'ombrello sotto il quale ricade questa continua richiesta di nuovi pagamenti è quello della "sicurezza", mito e miraggio dietro il quale, in realtà, si nascondono migliaia di euro che devono essere versati a professionisti vari (geometri, ingegneri, esperti di sicurezza), che vengono a mettere qualche firma; nel migliore dei casi, servirà a condividere qualche responsabilità con i soggetti organizzatori che, pur pagando e ripagando, finiranno per assumersi sempre e comunque tutte le colpe del caso.
Perché per organizzare un'azione culturale, oggi, ci vuole veramente una grande motivazione e la disposizione a prendersi infinite responsabilità. Soprattutto, è importante che si capisca che questo continuo imporre nuovi costi e tasse non serve ad aumentare la sicurezza di chi partecipa a un festival, a un concerto o a uno spettacolo, ma solo ad arricchire i professionisti che firmano, asseverano, approvano.









